Chi siamo

Techne’ s.a.s. è una società specializzata nella creazione di contenuti digitali per la comunicazione museale

L’impulso delle nuove tecnologie ha per esempio imposto nuove forme di rappresentazione, caratterizzando fortemente l’offerta culturale con l’uso di tecnologie e linguaggi digitali che richiedono la partecipazione attiva del pubblico. Tutto questo ha reso più attraenti quei musei basati su logiche espositive non tradizionali, che hanno visto aumentare il numero di visitatori e, con molta probabilità, hanno ottenuto una maggiore comprensione delle informazioni culturali comunicate. La multimedialità, la prevalenza dell’informazione iconica sulla parola scritta e le libertà di utilizzo consentite dalle nuove tecnologie cambiano radicalmente i processi percettivi e cognitivi: da analitici, strutturati, sequenziali e referenziali, essi diventano generici, globali, simultanei e olistici.

Nella “società dell’immagine”, con la pervasività della televisione e degli strumenti multimediali, il processo cognitivo torna a essere quello basato sull’immagine. Questo processo ha portato però al consolidarsi del cosiddetto cultural divide, il divario culturale che separa coloro che hanno familiarità con libri, giornali, riviste e altri strumenti di informazione e divulgazione, e coloro che hanno la televisione come unico riferimento dal punto di vista comunicativo. Ma se un tempo a definire questa sfumata linea di demarcazione erano gli strumenti culturali compatibili con le disponibilità del ceto sociale, con il lavoro svolto o semplicemente con la predisposizione personale, da pochissimi anni è emersa l’ulteriore linea di demarcazione del digital divide, il divario digitale tra coloro che hanno la possibilità e le abilità per utilizzare le nuove tecnologie dell’informazione e coloro che ne sono tagliati fuori. L’evoluzione della modalità del comunicare in ambito museale è conseguenza dei mutamenti dei linguaggi in uso nella comunicazione sociale più in generale. Poiché le forme di comunicazione persuasiva, più che quelle puramente informative ed esplicative, sembrano più aderenti alle logiche
di una presentazione attraente, convincente ed emozionale, esse sono più vicine ai gusti dei visitatori. La persuasività si conquista attraverso l’adozione di tecniche che puntino al raggiungimento di reazioni emotive, piuttosto che ad argomentazioni puramente razionali.

 

F. Antinucci (2007), Musei virtuali. Bari, Laterza
F. Antinucci (2004), Comunicare nel museo. Milano, Percorsi
M. Muscogiuri (2005), Architettura della BibliotecaSylvestre Bonnard, Milano
E. H. Gombrich (1998), L’uso delle immagini. Studi sulla funzione sociale dell’arte e sulla comunicazione visiva, Leonardo Arte, Milano
A. Agnoli (1999), Le biblioteche che vorremmo, in Biblioteche Oggi, XVII